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Museo all'aperto

La ricostruzione a grandezza reale di una parte del villaggio terramaricolo, così come è stato possibile dedurla dai dati archeologici, costituisce il settore del Museo all’aperto del parco di Montale.

Fortificazione e porta del villaggio

All’interno del villaggio è stata ricostruita una porzione delle fortificazioni costituite dal fossato e dal terrapieno. Le due strutture rendono l’idea delle possenti difese artificiali che circondavano la terramara di Montale. Il fossato, che ha dimensioni più ridotte rispetto all’originale (ca. 20 metri anziché 35), oltre a fungere da barriera per i nemici, rappresentava anche una preziosa riserva idrica. Il terrapieno è munito di una palizzata per aumentare la protezione del villaggio e dei suoi difensori in caso di attacco.

La porta è arretrata e affiancata da due avamposti. Tale posizione è attestata in alcuni insediamenti dell’età del bronzo italiani ed europei ed aveva una funzione difensiva.

Ricostruzioni di abitazioni dell'età del bronzo

Oltrepassata la porta sono visibili due abitazioni. Naturalmente, nella realtà, il villaggio conteneva un numero più consistente di case. Per Montale possiamo presumere che il numero fosse compreso circa fra le trenta e le quaranta abitazioni, con una quantità di abitanti prossima a centocinquanta persone. Le case erano affiancate e separate da strade molto strette. Strade di dimensioni più grandi dovevano rappresentare le ”arterie” principali del villaggio. Erano poi presenti spazi aperti destinati al ricovero di animali, a depositi o ad aree di riunione.
La forma delle due abitazioni è stata dedotta dalle testimonianze individuate nello scavo, in particolare utilizzando le planimetrie delle abitazioni delle due fasi più antiche del villaggio (fase I e fase II), che risultavano più complete.
Si tratta in tutti e due i casi di strutture sopraelevate sul terreno, suddivise internamente in navate costituite da file di pali portanti affiancati da altrettanti pali più bassi che servono per sostenere l’assito ligneo del pavimento. La copertura è a doppio spiovente realizzato con fascine di canne palustri fissate alla trama lignea del tetto. Le pareti sono state realizzate con un impasto di limo, sabbia e sterco di cavallo steso su un’intelaiatura di rami o canne palustri.
L’arredo e gli oggetti che si trovano nelle due abitazioni sono stati riprodotti fedelmente sulla base di originali trovati negli scavi di Montale o comunque da esempi provenienti da altre terramare e da contesti archeologici dello stesso periodo. L’allestimento è stato caratterizzato da riferimenti ad attività domestiche e artigianali (metallurgia, tessitura, ceramica, lavorazione del corno di cervo) e personalizzato attorno a figure sociali (guerriero, artigiano, figure femminili di rango).

Le fornaci

Nelle vicinanze delle abitazioni sono stati costruiti due forni per la cottura della ceramica, utilizzati per la realizzazione di vasellame di medie e grandi dimensioni.

Entrambe le fornaci sono composta da una camera circolare a cupola realizzata in terra argillosa impastata con fibre vegetali, un’imboccatura frontale e di un camino retrostante per favorire e controllare il flusso d’aria.

Le coltivazioni

Gli abbondanti ritrovamenti di reperti botanici hanno fornito informazioni utili per ricostruire l’aspetto del territorio di Montale nei secoli a cavallo del II millennio a.C.
Nel settore del Museo all’aperto sono state impiantate le colture sperimentali di alcune delle piante documentate dagli scavi archeologici: cereali (segale e miglio), legumi (favino, lenticchia, cicerchia, piselli) e lino.