Oltre il villaggio

ПРЕДЫДУЩАЯ ПАНЕЛЬ

Oltre la soglia si entra in uno spazio che evoca un sentiero della necropoli e si assiste a una cerimonia che ha come protagonista il defunto, in questo caso un guerriero, e la comunità che attraverso una serie di rituali lo ada al mondo ultraterreno. I lenti gesti di ombre riprese dietro a un velo raccontano una liturgia che richiama un celebre funerale dell’antichità sorprendentemente simile a quelli delle terramare: il funerale di Patroclo narrato da Omero.

Il corteo che accompagna l’ultimo viaggio del guerriero attraversa la necropoli. A guidarlo è l’ociante del rito che alza verso il cielo un disco in lamina d’oro con il simbolo del sole. Il guerriero viene adagiato su una piattaforma e preparato per il viaggio nell’aldilà, poi, insieme alla sua spada, è deposto sulla pira funeraria.

Dopo il rogo restano piccoli frammenti di ossa: vengono scelti con cura, lavati e collocati nell’urna cineraria. In genere sul fondo venivano depositati i resti degli arti inferiori, mentre vicino all’imboccatura del vaso quelli del cranio.

Al guerriero è riservata un’ultima cerimonia: la spada viene spezzata e i frammenti deposti sul terreno. Il banchetto funebre e le libagioni, probabilmente a base di vino, concludono il rito.

La ricostruzione è frutto degli scavi archeologici condotti nella necropoli di Casinalbo e delle accurate ricerche pluridisciplinari che hanno consentito di scoprire molti altri aspetti non solo della morte ma anche della vita di una comunità dell’età del bronzo.

Lo studio dei resti umani ha fornito informazioni sulla composizione della società e della famiglia, oltre che sulle aspettative di vita.

L’organizzazione della necropoli riflette quella del villaggio: le sepolture, spesso riunite in gruppi legati da parentela, sono disposte in isolati delimitati da strade, proprio come le abitazioni del villaggio, che probabilmente ospitavano nuclei familiari estesi.