I traffici e gli scambi di beni, anche a lunga distanza, erano molto frequenti per l’approvvigionamento del rame e soprattutto dello stagno, necessari per realizzare oggetti in bronzo, ma molti altri beni, quali ad esempio l’ambra, circolavano in Europa attraverso una fitta rete di rapporti che raggiungeva anche l’area micenea, dalla quale provenivano naviganti ed artigiani che frequentavano assiduamente le coste della penisola italiana.
Di questo mondo le terramare rappresentano uno degli aspetti più significativi. Le caratteristiche dei villaggi, la solida organizzazione economica e territoriale, l’assetto sociale delle comunità, partecipativo ma non egalitario, la grandiosa produzione artigianale fanno della società delle terramare una delle più avanzate del tempo.
La loro collocazione fra Mediterraneo ed Europa centrale, proprio nello stesso periodo che vide lo sviluppo e la crisi del mondo miceneo, fa delle terramare uno degli aspetti archeologici più significativi per comprendere la storia del continente europeo nel secondo millennio a.C.