Gli animali

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Le analisi archeozoologiche dei resti di fauna trovati negli scavi 1996 – 2002 hanno evidenziato l’importanza dell’allevamento nella società delle terramare.

Fra gli animali allevati le pecore erano quelle maggiormente rappresentate, circa il 42 % del totale, mentre le capre erano più rare (circa 11 %), probabilmente a causa dell’utilizzo delle prime per la lana.

Anche i maiali erano allevati in gran numero (circa il 35%), mentre più scarso era il numero dei buoi (12%) che venivano usati anche per i lavori nei campi e il trasporto di carri agricoli.

Altri animali domestici che condividevano gli spazi dell’uomo erano il cane e il cavallo: il primo era utilizzato prevalentemente per le attività di pastorizia e di caccia, mentre il secondo per il traino di carri leggeri e da guerra.

Nonostante il massiccio disboscamento, la fauna selvatica doveva essere ancora abbondante, tuttavia, fra i resti archeozoologici rinvenuti nello scavo, gli animali selvatici sono poco rappresentati (meno del 2%): ciò dimostra la scarsissima incidenza della caccia e della pesca nella società delle terramare, come confermato anche dagli studi delle faune in altri siti.

I resti recuperati ci consentono comunque di avere un’idea dei mammiferi presenti nel territorio che potevano essere occasionalmente oggetto di caccia per carne e pelliccia: il cervo, il capriolo, il cinghiale, la martora, il tasso, la lontra, la volpe, il lupo e l’orso.

Un discorso a parte va fatto per i cervi, le cui corna venivano raccolte in abbondanza al momento della caduta spontanea, in primavera, per produrre utensili, oggetti di ornamento e armi.

Nelle fasi più tarde della terramara si riscontrano alcune modificazioni, probabilmente collegate a un cambiamento del clima e dell’ambiente circostante.

In questo periodo, infatti, contestualmente al calo dei maiali, si registra un leggero aumento di capre e pecore, che prediligono gli spazi con scarsa copertura forestale.