Το Terramare

ΠΡΟΗΓΟΥΜΕΝΟ ΠΑΝΕΛ

ΕΠΟΜΕΝΟ ΠΑΝΕΛ

Le terramare sono villaggi databili fra l’età del bronzo media e recente (1650 – 1170 a.C.), circondati da un terrapieno e da un fossato.
Le case, disposte ordinatamente, erano spesso costruite su piattaforme rialzate sostenute da pali. La dimensione di questi villaggi variava da 1-2 ettari nelle fasi più antiche fino a 20 ettari nelle fasi più avanzate (1 ettaro = 10.000 mq).
Ne sono noti circa 200 nell’area comprendente la pianura emiliana centrale e le zone di bassa pianura delle provincie di Cremona, Mantova e Verona. Il numero complessivo di abitanti, molto alto per quel tempo, poteva essere fra 150.000 e 200.000.
La società era organizzata secondo un modello “partecipativo” che coinvolgeva tutta la comunità, ma erano attestate comunque dierenze economiche e sociali.

Nelle fasi più tarde le dierenze fra i villaggi aumentarono e cominciarono a formarsi centri più importanti accanto ad altri che avevano probabilmente la funzione di centri minori.
I guerrieri e le loro donne rappresentavano l’élite, tuttavia era importante anche il ruolo di artigiani metallurghi specializzati che realizzavano armi, ornamenti e utensili in bronzo.

Testa di spillone in bronzo ritrovata durante gli scavi che ha ispirato il logo del Parco.

Ipotesi ricostruttiva della Terramara di Montale

Attorno al 1200 a.C. il mondo delle terramare entrò in crisi e dopo qualche decennio i villaggi scomparvero.

E’ probabile che una serie di cause, naturali o dovute all’azione dell’uomo, abbiano provocato la fine del sistema terramaricolo. Non si può escludere un peggioramento del clima, anche lieve, che potrebbe aver messo in crisi l’economia agricola di questi villaggi.