Dalle origini della
terramara all’età etrusca

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PRIMA DELLA TERRAMARA

Sul luogo dove sarebbe sorta la terramara un accumulo di sabbie e limi depositati nei secoli da un antico corso d’acqua aveva formato un rilievo alto circa quattro metri, lambito da un torrente.
Il paesaggio attorno era caratterizzato da piccole radure e da un fitto bosco, prevalentemente formato da querce, ma ricco anche di conifere, più frequenti verso le colline.
La presenza umana nel territorio era limitata a pochi villaggi di piccole dimensioni. Tracce di frequentazioni antecedenti alla terramara sono testimoniate da un pugnale in selce, forse attribuibile all’età del rame.

AI TEMPI DELLA TERRAMARA

Intorno al 1600 a.C., una comunità dell’età del bronzo si insedia sul rilievo naturale e dà inizio ai lavori di sistemazione dell’area. Il vicino corso d’acqua viene convogliato in un largo fossato.

Un terrapieno, probabilmente completato da una palizzata, costituiva una ulteriore protezione anche dal rischio di alluvioni.

Lo spazio interno viene occupato, ad eccezione di qualche zona aperta, da abitazioni a pianta rettangolare di circa 60 mq, separate da strade. Ascia in bronzo.

L’enorme quantità di legno necessario per la costruzione delle case e delle difese del villaggio era stata ricavata disboscando l’ambiente circostante. Gli ampi spazi aperti così ottenuti avevano permesso di sviluppare un’intensa attività di agricoltura e allevamento, alla base dell’economia terramaricola.

DOPO LA TERRAMARA
Dopo l’abbandono della terramara il sito e l’area circostante non presentano tracce di frequentazione fino all’epoca etrusca. Al 500 a.C. possono infatti essere datati alcuni vasi e una statuetta in bronzo proveniente dagli strati superiori della collinetta.